«Un divorzio alpino» di Robert Barr

Redazione

Robert Barr (Glasgow, 16 settembre 1849 – 21 ottobre 1912) è stato un romanziere britannico. Barr immigrò a Toronto, in Canada, all’età di quattro anni. A vent’anni divenne preside di una scuola e poco dopo lasciò il paese per lavorare come reporter presso il Detroit Free Press. Nel 1881 il giornale lo inviò a Londra, dove fondò nel 1892 la rivista The Idler insieme al collaboratore Jerome K. Jerome.

Per la natura di certe persone non esistono semitoni, nient’altro se non meri colori primari. John Bodman era una di queste, passava sempre da un estremo all’altro. Il che non era necessariamente un problema; ma aveva sposato una donna la cui natura era l’esatta copia della sua.

Senza alcun dubbio, in questo mondo, esiste la donna giusta da sposare per ogni uomo e viceversa. Ma se si considera che un essere umano ha l’opportunità di frequentare solo poche centinaia di persone, e che di quelle poche centinaia ce ne sono solo una dozzina o anche meno che conosce intimamente, e che in quella dozzina ha uno o due amici al massimo, be’ è semplice capire che, se ripensiamo ai milioni di persone di prima, probabilmente sin dalla creazione nessun uomo ha mai incontrato la donna giusta. La matematica nega un incontro del genere, ed è per questo che esistono gli avvocati divorzisti. Il matrimonio, nella migliore delle ipotesi, non è che un compromesso. E se per caso due persone impossibilitate al compromesso finiscono per stare insieme, allora sono guai seri.

Nella vita di questi due giovani non c’erano mezze misure. Il risultato era necessariamente o venire amati o venire odiati; e nel caso di Mr e Mrs Bodman si trattava di odio, e della specie più amara e arrogante. Ora, in alcuni paesi l’incompatibilità di carattere è considerata causa sufficiente per ottenere un divorzio, ma in Inghilterra una tale sottile distinzione non è stata mai fatta. Pertanto finché una moglie non diventa criminale, o un marito diventa criminale e crudele, i due finiscono per rimanere legati assieme da un vincolo che solo la morte è in grado di spezzare. Non c’è niente di peggio che una situazione del genere, e il problema è reso ancor più irrisolvibile dal fatto che Mrs Bodman viveva in maniera irreprensibile, e il marito non era peggiore, quanto piuttosto migliore, della maggior parte degli uomini.

Tuttavia quest’affermazione, probabilmente, è vera fino a un certo punto, dato che John Bodman alla fine si convinse di sbarazzarsi della moglie ad ogni rischio e pericolo. Se fosse stato un poveraccio probabilmente l’avrebbe abbandonata, ma era ricco, e nessun uomo può lasciare coscientemente un’ottima carriera solo perché la vita privata non riesce a decollare. Quando un uomo rimugina troppo attorno a qualcosa, nessuno è in grado di dire quanto lontano andrà col pensiero. La mente è uno strumento delicato, e persino la legge riconosce quanto questa sia fuori dalla sua giurisdizione. Gli amici di Bodman – perché John aveva degli amici – pensavano che stesse perdendo la ragione, ma né i suoi amici né i suoi nemici sospettavano la verità su quell’episodio che finì per diventare la cosa più importante, in quanto più infausta, che gli accadde in vita sua.

Se John Bodman fosse o non fosse sano di mente, infatti, quando prese la decisione di assassinare sua moglie, non sarà mai del tutto chiaro. Senza ombra di dubbio c’era una certa dose d’astuzia nel metodo che aveva ideato per fare sembrare tutto un incidente. Ma la scaltrezza, d’altra parte, è ravvisabile spesso in quelle menti in cui qualcosa è andato storto.

A Mrs Bodman era cristallino quanto la sua presenza affliggesse suo marito, ma era di una natura riluttante al pari di quella di lui, con un’insofferenza, se possibile, ancor più amara. Dovunque lui andasse, lei l’accompagnava sempre, e forse l’idea dell’assassinio non gli sarebbe mai venuta in mente se non fosse stata così insistente nel volerlo costringere con la propria presenza, a tutti i costi e in ogni occasione. Perciò, quando le annunciò che intendeva spendere tutto il mese di luglio in Svizzera, lei non disse niente e anzi cominciò a prepararsi. Questa volta lui non protestò, come faceva di solito, e fu così che la coppia, silente, si mise in viaggio per la Svizzera.

Vicino alla cima di una montagna c’è un hotel su di una delle pareti attorno ai grandi ghiacciai. Si trova a un miglio e mezzo sopra il livello del mare, e si staglia solitario, raggiunto da una faticosa strada che procede a zigzag per sei miglia verso la cima. Dalla veranda dell’hotel c’è una meravigliosa vista sui picchi innevati e sui ghiacciai, e molte passeggiate pittoresche, lì attorno, più o meno pericolose a seconda dei punti.

John Bodman conosceva bene l’hotel e in giorni migliori s’era parecchio impratichito con i dintorni. Ma ora che il pensiero dell’assassinio gli passava per la testa, un certo posto, lontano due miglia dalla pensione, lo perseguitava. Era un punto da cui si poteva scorgere tutto quanto, con le estremità protette da un muretto basso e pericolante. Una mattina si alzò alle 4.00, sgusciò fuori dall’hotel e, senza essere visto, si diresse in quel punto che le persone del posto chiamavano Panoramica degli Appesi. La memoria lo aveva assistito bene. Era esattamente quello il posto, si disse. La montagna che si elevava a ridosso era selvaggia e scoscesa. Non c’erano abitanti nei paraggi che potessero sorvegliare il luogo. L’hotel, distante, era nascosto dalla spalla di una roccia. Le montagne dalla parte opposta della vallata erano troppo lontane perché un turista o un abitante del luogo potesse vedere ciò che s’era deciso a fare sulla Panoramica degli Appesi. Giù, lontano nella vallata, l’unica cittadina in vista sembrava una piccola collezione di casette per le bambole.

Una sola occhiata dalla sporgenza oltre quel muretto pericolante era generalmente sufficiente ad ogni visitatore, anche se dei più coraggiosi. C’era uno strapiombo a caduta libera per più di un miglio fino a terra, dove stavano rocce aguzze e rovi che, nella foschia, avevano l’aspetto di semplici arbusti.

«Il posto è questo» si disse l’uomo, «e il momento è domani mattina.»

John Bodman aveva pianificato il proprio crimine tanto risolutamente e implacabilmente, e tanto freddamente, quanto era solito escogitare le transazioni finanziarie. In lui non c’era traccia del minimo moto di pietà per l’inconsapevole vittima. L’insofferenza l’aveva condotto lontano.

Il mattino seguente, dopo la colazione, John disse a sua moglie: «Intendo fare una passeggiata per i monti. Vuoi venire con me?».

«Sì» rispose lei brevemente.

«Molto bene, allora» disse lui, «Sarò pronto alle 9 in punto.»

A quell’ora uscirono insieme dallo stesso hotel in cui, poco dopo, sarebbe tornato da solo. Sulla via per la Panoramica degli Appesi non si dissero una parola. Il cammino era praticamente sempre in piano, come un battiscopa fra le montagne, e rispetto all’hotel non molto sopra il livello del mare.

John Bodman non s’era prefissato alcun piano per la procedura da adottare una volta raggiunto il posto. Si risolse a farsi guidare dalle circostanze. Ora come allora crebbe in lui la strana paura che la moglie potesse arrampicarsi fino ai suoi piedi e magari tirarlo giù con lei nel precipizio. Si scoprì a chiedersi se lei avesse una qualche premonizione del proprio destino, e una delle ragioni per cui era rimasto in silenzio era la paura che un tremore nella voce potesse insinuarle qualche sospetto. Si convinse che avrebbe dovuto essere rapido e scaltro, che non avrebbe dovuto lasciarle alcuna chance di aiutarsi in qualche modo né di tirarlo giù con lei. Delle urla, in quella desolazione, non aveva alcun timore. Nessuno avrebbe potuto raggiungere il posto se non dall’hotel, e nessuno quella mattina aveva lasciato l’edificio, nemmeno per una spedizione al ghiacciaio – una delle escursioni più alla portata e popolari del luogo.

Abbastanza curiosamente, non appena ebbero la Panoramica degli Appesi nel proprio raggio di vista, Mrs Bodman esitò ed ebbe un sussulto. Bodman la scrutò dalle cavità strette degli occhi velati e si chiese ancora se stesse sospettando qualcosa. Nessuno può dire veramente, quando due persone camminano così vicine assieme, quale inconscio messaggio può una mente trasferire all’altra.

«Qual è il problema?» chiese in modo burbero. «Sei stanca?»

«John» pianse lei, singhiozzando e chiamandolo col suo nome di battesimo per la prima volta da anni. «Non pensi che se fossi stato più carino con me dall’inizio le cose sarebbero potute andare diversamente?»

«A me sembra» risposte lui senza guardarla, «che sia un po’ tardi per discutere di queste cose.»

«Ho molti rimpianti» disse lei con la voce tremante. «Tu non ne hai?»

«No» rispose lui.

«Molto bene» replicò la moglie, con consueta e ritrovata aridità. «Stavo solo cercando di darti una chance. Ricordatelo.»

Il marito la guardò sospettoso.

«Di cosa parli?» chiese, «darmi una chance? Non voglio alcuna chance né nient’altro da te. Un uomo non accetta nulla da qualcuno che odia. I miei sentimenti nei tuoi confronti, immagino, non sono un segreto per te. Siamo legati assieme, e hai dato il meglio affinché questo legame risultasse insopportabile.»

«Sì» rispose lei, guardando a terra, «siamo legati assieme, siamo legati!»

Ripeté quelle parole tra sé e sé mentre facevano gli ultimi passi per la Panoramica. Bodman si sedette sopra il muretto. La donna appoggiò il bastone da passeggio sulla roccia e camminò nervosamente avanti e indietro, intrecciando e liberando le dita delle mani. Il marito tratteneva il respiro, il momento designato era vicino.

«Perché cammini su e giù come un animale?» si lagnò. «Vieni qui e siediti accanto a me, e stai buona.»

Lei affrontò il suo sguardo con un bagliore che mai aveva visto nei suoi occhi – un bagliore di follia e disprezzo.

«Cammino come un animale» disse, «perché sono un animale. Un momento fa hai parlato del tuo disprezzo nei miei confronti, ma tu sei un uomo e il tuo disprezzo non è paragonabile al mio. Per quanto tu mi possa odiare, per quanto tu desideri rompere il vincolo che ci lega assieme, ci sono ancora cose a cui so bene che non arriveresti mai. So che il pensiero dell’omicidio non appartiene al tuo cuore, ma al mio sì. Te lo farò vedere, John Bodman, quanto posso odiarti.»

L’uomo si aggrappò nervosamente a una pietra dietro di lui, ed ebbe un sussulto di colpevolezza alla parola omicidio.

«Sì» fece ancora, «Ho detto a tutti i miei amici in Inghilterra che credevo avessi pianificato di uccidermi in Svizzera.»

«Sant’Iddio!» piagnucolò lui. «Come puoi dire una cosa del genere?»

«Lo dico per farti vedere quanto ti odio, quanto sono preparata a restituirti tutto per vendicarmi. Ho allertato tutti all’hotel, e quando siamo usciti due uomini ci hanno seguito. Il proprietario ha cercato di persuadermi a non venire con te. Fra poco quei due uomini saranno qui e ci potranno vedere. Di’ loro, se pensi che possano crederti, che è stato un incidente.»

La folle donna si strappò di dosso dei brandelli di pizzo per poi buttarli in giro. Bodman si drizzò in piedi urlando «Cosa pensi di fare?». Ma prima che potesse muoversi verso di lei la vide precipitarsi oltre il muro, strillando e roteando giù per il terribile abisso.

Subito dopo due uomini arrivarono di corsa a ridosso del ciglio della roccia, trovando l’uomo da solo e in piedi. Persino così disorientato si rese conto che se avesse detto la verità non gli avrebbero mai creduto.

Traduzione di Emanuele Giammarco