Messico e realismo magico: i racconti di Nacho Padilla

Redazione

Questo articolo è stato pubblicato su Milenio ed è stato tradotto dalla Redazione di Altri Animali.

Ignacio Padilla era solito dire che sicuramente non gli sarebbe bastata una vita per raccontare tutto quello che desiderava. Sono passati quasi due mesi dalla sua morte e il pretesto è buono per guardare all’ultimo libro di racconti dell’autore.

Più che un saggista e un romanziere si considerava uno scrittore di racconti. Quando cominciava a scrivere qualcosa, aveva in mente di cominciare un racconto che magari poteva tramutarsi in romanzo o in ciò che Padilla preferiva chiamare «racconto lungo». Lo stile saggistico pure lo incorporava nella sua narrativa, come parte intrinseca del suo modo di descrivere.

Les fauces del abismo si inserisce nella tradizione dei Bestiari alla maniera di Arreola, Monterroso, Cortázar e Pacheco. Il libro è fatto per essere degustato lentamente, tenendo in conto la dovizia dei dati storici, il recupero dello spagnolo antico, l’attenzione in ogni racconto perché la descrizione sia adeguata. L’autore si muove disinvoltamente sulla delicata linea che traccia, sulla quale è quasi impossibile percepire l’inizio e la fine della finzione.

Si potrebbe considerare come un libro di viaggio, un quaderno che si occupa di tratteggiare paesaggi inospitali, frammenti di storia che l’autore ricostruisce con grande destrezza per raggiungere il suo obiettivo: destare stupore, far viaggiare.

La letteratura occidentale nasce insieme al luogo del viaggio, quello di Ulisse nell’Odissea che sembra alla base di tutti i generi come tratto caratteristico di esotismo e avventura. Luciano de Samosata nel II secolo d.C. viaggiò sulla luna, come Cyrano de Bergerac. Don Chisciotte non esiste senza la dimensione del viaggio e Gulliver è il protagonista dei viaggi più letti di tutti i tempi. Attraverso queste pagine Padilla offre un omaggio a queste saghe.

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Questo bestiario è un quaderno arbitrario che non ha regole interne né convenzioni da trasgredire. Si parla di tartarughe dalle corazze straordinarie, di scimmie, di diverse specie di ragni come per esempio il ragno di sale (il cui veleno è particolarmente apprezzato per alleggerire il peso dei cattivi ricordi), cani, orsi gialli, uccelli, leopardi, cammelli, larve, lumache, mosche e serpenti.

Ignacio Padilla in realtà era un esploratore di mondi nuovi e luoghi remoti. Seneca diceva che correre, viaggiare e cambiare posti rigenera l’anima. Padilla beneficiava di queste leggende che presto o tardi hanno portato ai suoi racconti brevi o lunghi, molti dei quali dotati di precisione, astuzia e forza narrativa.