4 racconti latinoamericani. Un continente in fermento

Questo articolo del 9/10/2016 è stato originariamente pubblicato su La Tercera.

Oggi parlerò di quattro racconti di autori latinoamericani che mi hanno affascinato di recente. Uno di questi è contenuto nella raccolta dell’autore peruviano Ricardo Sumalavia tra i migliori cultori della short story attualmente, una nicchia davvero ingarbugliata e complessa, nonostante l’apparente semplicità, che addirittura spinge qualcuno a confonderla con l’aneddotica o la barzelletta. «Alle nuvole è perfettamente chiaro che noi esseri umani siamo lenti e noiosi. Per non parlare delle forme che stiamo assumendo» si legge in Decepción: qui non si tratta tanto di forma breve o meno, ma c’è una prospettiva poetica sul mondo compressa come fosse un aforisma di Antonio Porchia.

Illustrazione di Manuel Gómez Burns

Illustrazione di Manuel Gómez Burns

La condición animal invece è un libro dell’autrice argentina Valeria Correa che mescola con sapienza il realismo tradizionale con elementi fantastici, horror o di science fiction. Nel libro si trova Aún a la intemperie, un racconto enigmatico. È la storia di un anziano che si ritrova da solo in una baita di montagna. Il racconto allude al declino del mondo rurale: l’uomo perde la sua famiglia per colpa della notte («che inghiotte tutto») e del resto degli abitanti del villaggio: «Li ho visti farsi vecchi, farsi donne, farsi uomini, diventare buoni o cattivi. Buoni o cattivi? (Che differenza fa: non è questo il punto)». Aún a la intemperie funziona a partire dal non detto, per esempio cosa rappresenta la notte? Forse una malattia, i lupi o qualcosa di più inquietante? Il racconto poi funziona a partire dalla voce che Correa ha scelto per tradurre il suo personaggio: «A questa mia bocca piace muoversi sempre. Una bocca senza quiete né denti, le dico. Non è buona per masticare: con le gengive nude riceve cibo dalla mia mano e non si muove».

Il messicano Luis Jorge Boone ha una clamorosa diversità di registro, come dimostra il radicalismo del suo ultimo libro, Figuras humanas che contiene anche un racconto in versi. Di tutte le storie mi è rimasta impressa Resistencia del agua a evaporarse, un racconto erotico – nel solco della tradizione anglosassone – che parla di una giovane coppia con un partner giovane e uno meno giovane e delle loro fantasie sessuali in un hotel sulla spiaggia: uno scambio di coppie nel quale Boone esplora nel dettaglio le reazioni di Temis, l’innamorato che scopre che Amanda, la sua partner, fa sesso con un altro uomo: «Temis per la prima volta si sentì legato con Amanda. Attraverso il corpo di un estraneo, la sentì al suo stesso livello di esistenza… Desiderò non perdere questa profonda coscienza di ciò che comporta lo stare insieme».

L’aspetto sessuale si manifesta in altro modo in Laika, uno dei racconti della cilena Paulina Flores che fa parte della raccolta Qué vergüenza. Il realismo continua a seguire la traccia principale della nostra letteratura e Flores è una delle autrici che lo stanno rinnovando per approfondire l’indagine psicologica dei personaggi, la percezione minuziosa dei fatti e dei sentimenti, nella molteplice varietà delle prospettive narrative. In Laika la bambina Josefa sogna di diventare velocemente adulta, di svegliarsi un giorno e rendersi conto di essere grande e poter fare tutto quello che fa un adulto, o ciò che lei crede possa fare un adulto, tipo usare una pala di metallo e non di plastica. Quello che lei non sa è che questo sogno sta per diventare realtà, in una notte in spiaggia in cui esce per aspettare un avvistamento di ufo con un giovane che ha intenzione di sedurla. Il tema è classico – la perdita dell’innocenza – ma è elaborato con grande eleganza nella prosa e finezza percettiva tale da trasformare il vecchio in nuovo.