Racconti di calcio, Eduardo Sacheri dopo «Il segreto dei suoi occhi»

Questo articolo è stato originariamente pubblicato su La Tercera ed è stato tradotto dalla Redazione di Altri Animali.

Come i personaggi del suo noto romanzo, Il segreto dei suoi occhi (Rizzoli, traduzione di Isabella Aguilar e Raul Schenardi), i protagonisti dei racconti di calcio dello scrittore argentino Eduardo Sacheri, sono esseri anonimi e fragili che provano a comprendere il perché della loro esistenza attraverso storie circa lo straordinario che risiede in vite ordinarie. La vida que pensamos. Cuentos de fútbol, pubblicato da Alfaguara, raccoglie 24 racconti che Sacheri (classe 1967 nato a Buenos Aires) ha scritto dal 1996 a oggi. Sono racconti in cui il calcio è una porta d’accesso per temi universali come l’amore, il dolore, la morte, l’amicizia, la solitudine, il trionfo e il fallimento.

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È il calcio della piccolezza della sconfitta l’universo che l’autore intende raccontare a chi non sopporta il fenomeno globale che si agita attorno a questo sport e alle sue stelle, un mondo nel quale è possibile che dominino la passione, le grandi gesta, la fedeltà ma dove possono albergare anche violenza, razzismo e sessismo.

È un tema universale di cui si può parlare per rompere il ghiaccio o che permette a un bambino di farsi degli amici il primo giorno di scuola e, per questo, sembra essere anche un palcoscenico per ambientare storie, una superficie sotto la quale può esserci qualcosa di più. «Se il lettore avesse la sensazione che in fin dei conti si stia parlando solo di calcio sarebbe un fallimento per me», sostiene Sacheri dicendo che il miglior complimento per il suo lavoro è quando in Argentina gli si avvicina una qualche donna più anziana e gli confessa che alcuni racconti le sono piaciuti moltissimo, pur non amando il calcio.

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Professore di Storia, cominciò a scrivere a 25 anni per caso, perché stanco del gergo accademico e scoprì che gli piaceva farlo. Scelse la forma breve a causa della propria inesperienza pensando che prima di aver scritto 10, 30 o 50 racconti non sarebbe stato pronto ad approcciare il primo romanzo. Dopo il successo del Segreto dei suoi occhi, libro adattato dall’autore per il cinema con la regia di José Campanella e vincitore dell’Oscar nel 2010, Sacheri ammette di non cercare di pareggiare quel successo perché quello era dipeso da una lunga serie di circostanze fuori dal suo controllo e dal suo supposto talento.

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Oggi si è di nuovo immerso nel ruolo di sceneggiatore adattando per il cinema un altro dei suoi romanzi, Ser feliz era esto, un lavoro che riconosce come difficile perché ci vuole un grande esercizio di umiltà come scrittore e perché è necessario rinunciare a molto.