Come nasce «RISME la rivista letteraria che non devi spolverare»

Risme Rivista

RISME nasce come nasce uno sbadiglio. Incontrollato. Era un desiderio che galleggiava da tempo nella testa del direttore editoriale (Sara Maria Serafini), che prima di essere una scrittrice è una fervente lettrice. L’idea è rimasta sospesa per un lungo periodo, poi si è andata definendo, fino a divenire esatta.

Nasce perché le riviste letterarie sono poche e applicano una selezione molto rigida, com’è giusto che sia, e gli aspiranti scrittori sono tanti. Oggi la cosa più difficile è riuscire a farsi leggere, noi vogliamo dare una possibilità in più al talento.

Così l’idea, in un solo giorno, è diventata un progetto reale. Grazie soprattutto ai membri della redazione che hanno accolto questa iniziativa con l’entusiasmo tipico di chi alla scrittura e alla lettura dedica da sempre un posto importante. Loro sono Elisabetta Bricca, Natalia Ceravolo, Erminia Madeo, Edelweiss Ripoli e Daniele Sartini.

Perché questo titolo?

La parola Risme si riferisce proprio alle pile di manoscritti che, ogni giorno, arrivano sulla scrivania degli editori, o comunque via email, e alle difficoltà di cui parlavamo prima. Noi vogliamo rassicurare tutti del fatto che i racconti pervenuti verranno letti e valutati.

La dicitura rivista letteraria che non devi spolverare, invece, si riferisce al fatto che, per ora, è una rivista online.

A chi si rivolge?

La rivista pubblica racconti inediti non di genere. È completamente gratuita. Si rivolge, come abbiamo detto, in primis agli scrittori, ma anche e soprattutto ai lettori.

Oggi alla lettura si dedica sempre meno tempo, RISME vuole essere l’occasione giusta per recuperarne un po’. Infatti pubblica racconti corti (da 2.500 a 5.000 caratteri spazi inclusi) e lunghi (da 6.000 a 10.000 caratteri spazi inclusi). I corti sono destinati alla lettura mattiniera, quella che facciamo di sfuggita mentre beviamo il caffè, i lunghi alle pause che ci prendiamo per noi, o alla lettura della sera, prima di spegnere la lampada sopra al comodino.

Cosa deve sapere chi prova a inviare un racconto?

La rivista punta alla qualità. Molto spesso ci arrivano racconti che sono il risultato di un taglia e cuci efferato, non fatelo, si nota subito. Prendetevi del tempo, pensate a una bella storia e raccontatela al vostro meglio. Rileggete. Un errore può scappare, due fanno arricciare il naso, tre sono troppi. Seguite le regole d’invio presenti sul sito. Ma soprattutto non scoraggiatevi per un rifiuto. È capitato a tutti noi, e ricapiterà ancora.

A questo proposito, ci sono dei criteri nella scelta dei racconti?

Non ci sono criteri decisi a priori, ma in questa fase di lettura e valutazione dei racconti, ci siamo resi conto che d’istinto e in gruppo ci rivolgiamo positivamente ai racconti scritti bene, a prescindere dai gusti personali. Poi certo, fanno la differenza la creatività, l’intuizione e il montaggio.

Dove vi trova chi vi cerca?

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Per qualsiasi informazione (manifesto, team, cosa cerchiamo) visitate il nostro sito internet: https://saramariaserafini.wixsite.com/risme-rivista