«Gli Gnu Age» di Cosimo Monari

Cosimo Monari

Gli gnu sono creature placide, poco inclini all’egocentrismo e all’intelligenza. Si muovono in mandrie, non perché amino la compagnia, ma perché rifuggono la responsabilità di una scelta. Preferiscono affidarsi alla massa, sia per gli spostamenti sia per le faccende più intellettivamente complesse come per esempio le opinioni. È infatti raro trovare due gnu dello stesso gruppo con un’idea differente su qualcosa. Per due motivi: il primo è che gli gnu non hanno molta immaginazione, né grandi capacità di astrazione, comprensione, sintesi o analisi. Il secondo – derivante dal primo – è che gli argomenti di cui discorrono sono davvero pochi: si va dai pascoli che non sono più verdi come un tempo, ai predatori che quest’anno sembrano un po’ mosci, per poi chiudere con una battuta sui posteriori o le mammelle di una gnu della mandria che se la tira un po’.

Attratti dal tran tran e dalla semplicità delle grandi praterie, difficilmente vedrai degli gnu in una grande città; questo è dovuto quasi esclusivamente al fatto che – per i motivi di cui sopra – non sopportano strade con molti incroci, né luoghi che offrano molte possibilità di scelta. È invece facile vederli imbottigliati nelle autostrade, dove la via è una e una sola, alla guida di impersonali utilitarie mentre si tengono costantemente sulla terza/quarta corsia con una media di 40 km/h, insensibili a regole stradali, bonton della guida e strombazzate di automobilisti intraprendenti, rendendo impossibile un sano scorrimento del ciclo naturale del traffico.

Tengono molto più alla mandria che alla propria individualità. Questo perché – oltre alla già citata idiosincrasia per qualunque responsabilità – sono prevalentemente animali da sfondo. Il loro ruolo è infatti farsi ritrarre in gruppo su sterminati paesaggi africani, in quelle foto al tramonto un po’ silhouettate che portano alla fatidica domanda Cheanimalisonoquellichenonsicapisce?, senza mai arrivare a una risposta soddisfacente. Odiano il protagonismo, l’eccellenza, le primedonne, non per una visione etica della comunità, ma per le enormi responsabilità che queste figure comportano. L’unica accettabile eccezione è quella delle vittime di leoni, ghepardi et similia nei documentari. Questi gnu vengono tollerati perché forniscono una prova ineccepibile dei cruenti rischi del protagonismo. Quando un piccolo gnu fa i capricci, è risaputo infatti che la minaccia più utilizzata dai genitori sia: Se continui, stanotte Piero Angela verrà a prenderti!.

C’è chi sostiene che, vista la loro stupidità, gli gnu siano animali totalmente inoffensivi, anche se Mufasa non è d’accordo.

Nessuno avrebbe mai scommesso su una possibile vena spirituale degli gnu, e invece il web stupì tutti. Il problema era che gli gnu avevano un disperato bisogno di darsi una base teorica per poter vivere senza alcuna responsabilità, solo che nessuno di loro aveva voglia di aprire un libro per capire cosa fosse una base teorica.

Fu in un giorno di pioggia che un coraggioso pioniere gnu non si unì alla mandria per la solita passeggiata in tangenziale (che l’autostrada, anche se dà più certezze, comunque si paga), e accese il computer. Bisogna sapere che, dopo un’accesa discussione in cui tutti erano d’accordo sul fatto che ai branchi di gnu viene dato troppo spazio nei documentari degli Angela ed era forse ora di indignarsi un po’, lo gnu venne scelto per fare una rapida ricerca su internet alla ricerca di prove. Nonostante la vergogna e il senso profondo di umiliazione che comportava un compito in solitaria, nonché lo spaesamento esistenziale in cui rischiava di cadere nel prendersi una sia pur piccola responsabilità, lo gnu trovò la forza nel pensiero che lo stava facendo per la mandria. Dunque, accese il computer. Come ogni buon gnu che si rispetti, era però semianalfabeta. Così, quando si trovò di fronte la necessità di cercare le fatidiche prove, si trovò spiazzato. Come scrivere gnu? La prima parola che gli venne in mente con quel suono fu New York. Così scrisse New. E Angela? La A ci va sicuro. Ma poi? Assomiglia a Angelo, il busone del Grande Fratello. Quindi Ange… ma il finale è diverso. Lasciamo così. Clicchiamo invio.

Forse cercavi: New Age

Grato a Google di avergli tolto parte della gravosa responsabilità, lo gnu seguì il consiglio. Aprì qualche pagina della ricerca e lesse attentamente. Sugli gnu niente. Sugli Angela men che meno. Solo vaghi riferimenti e vagheggiamenti spirituali. Non capì nulla. Rilesse meglio. Non capì nulla. Frustrato, chiuse tutto e andò a letto (abbiamo sintetizzato per esigenze narrative, ma effettivamente lo gnu ci impiegò tutto il giorno… le grandi imprese hanno bisogno di tempo).

Per qualche imperscrutabile motivo dell’animo gnu, la mattina dopo decise di saltare il ritrovo giornaliero della mandria per discutere dei pascoli che non sono più verdi come una volta, e riaccese il computer. Tornò su quella pagina. Rilesse tutto a mente più fredda. Non capì nulla. Fu così che – senza saperlo – attuò l’avanzatissimo procedimento di analisi ontologica conosciuto universalmente col nome di Allacazzodicane©. Saltò qualunque paragrafo in cui fosse presente una parola che non capiva, e considerò solo il resto. Quello che ne risultava lo incuriosì (le parole tra parentesi quadra sono quelle che lo gnu capiva intrinsecamente ma non contestualmente, quindi le leggeva facendo finta che non ci fossero):

L’uno è più [della somma] di ogni sua singola parte. – effettivamente la mandria è più grande di ogni gnu.

Il cammino [verso la comprensione completa del sé] è [arduo ma porta a un] unico [inestimabile obiettivo]. – è vero: sull’autostrada di cammino ce n’è uno solo

L’amore è [l’unica via che può portare l’umanità verso] prati più verdi.

Lo gnu si rese subito conto della straordinaria importanza delle sue scoperte e le riportò agli altri gnu nel successivo ritrovo giornaliero per discutere dei pascoli che non sono più verdi come una volta. Dapprima fu colto da un’angosciosa vergogna per essersi spinto oltre i limiti di ogni accettabile responsabilità, ma poi, quando vide che gli altri gnu parevano interessati a quel che diceva, nacque in lui qualcosa di misterioso e sconosciuto: l’egotismo. Così iniziò a parlare di spiritualità e olismo, aura e angeli, bambini indaco e bambini cristallo, reincarnazioni, prati più verdi che conducevano all’amore, si inventò qualche citazione di Jung e Confucio per darsi il tono di quello che ne sa, parlò della madre terra e del cielo e del sole, e degli uccellini che cinguettano, mise tutto insieme con l’ormai comprovato metodo dell’Allacazzodicane©, e fu così che creò gli Gnu Age.

In realtà all’inizio non sembrava cambiato molto. La loro vita mutò nella forma, non nella sostanza. Li vedevi riuniti nei soliti branchi sull’autostrada, mentre discorrevano del Karma che non è più equo come un tempo, dei vampiri emotivi che quest’anno sembrano un po’ mosci, per poi chiudere con una battuta sull’aura di una gnu della mandria che se la tira un po’.

Poi, piano, piano, il seme dell’egotismo crebbe in ognuno di loro, e gli gnu conobbero qualcosa che non avevano mai neanche pensato potesse esistere: le opinioni differenti. Il pensiero che nacque in ciascuno fu pressoché il seguente (con la sola differenza di un’ortografia corretta): Se quello è riuscito a pensare a queste cose – ed è uno gnu della mandria come tutti noi – perché non posso farlo anch’io?. Così cominciarono a proliferare nuove ideologie che mettevano insieme elementi di religioni diverse Allacazzodicane©, aggiungendo qualche principio etico-morale senza prendersi la briga né la responsabilità di provare a dare una struttura coerente. L’essenza di tutte queste idee era semplice e lineare come un’autostrada: io sono buono e spiritualmente elevato, chi non è d’accordo con me è uno stronzo.

Era facile riconoscere il gruppo di uno Gnu Age su Facebook; nel nome c’erano continui rimandi al loro amore per le autostrade, arricchiti da immagini che dessero un senso poetico/spirituale all’insieme. Si andava da Cammino del sole, a Via della terra, a Percorso di vita, a Strada della gioia. Ci fu anche Autostrada del cammino spirituale verso prati più verdi, ma venne ritenuto troppo didascalico e non ebbe molto successo. Nacque invece – dall’ala gnuesca gastronomicamente più intransigente – il gruppo Solo prati più verdi attento all’alimentazione bio e senza ogm per una savana più libera e pulita. Da questo a sua volta – per alcune controversie circa l’ascrizione dell’erba a categoria non ogm – si distaccarono gli Gnu Vegetariani. Quando gli altri gnu gli fecero notare che grazie al cazzo, siamo tutti erbivori, questi decisero di diventare Gnu Vegani. Quando gli altri gnu tornarono a puntualizzare sul fatto che comunque di uova e latte non è che ne consumassero molti, gli Gnu Vegani diventarono sassariani. Molti morirono (pare per un complotto governativo e non certo per i sassi nello stomaco), ma coloro che sopravvissero si dice abbiano raggiunto la vetta spirituale più elevata.

Per mostrare il suo dissenso, uno gnu divenne carnivoro e addentò un leone. Per mostrare la sua disapprovazione contro questa demagogica deriva populista, il leone si unì alla mandria di Gnu Vegani e lanciò una linea di crocchette vegan per tutti i felini stanchi della violenza sugli altri animali. Il leone morì di stenti qualche giorno dopo. Lo gnu morì dilaniato da un leone non altrettanto paziente. La straziante scena finì in prima serata su Superquark.

Dopo questo evento, sparirono tutti i gruppi Gnu Age sugli angeli, perché si temette che qualunque variazione mistica sull’argomento fosse un complotto di Piero e Alberto per inserirsi nella comunità gnu.

I branchi di altre specie dapprima vennero incuriositi da queste novità, poi cominciarono a venire fuori i primi problemi. Un riccio graficratico fu colto da convulsioni all’ennesimo uso delle parole intuizione, emozione, sensazione, energia usate Allacazzodicane (il copyright non è presente perché non è stato ancora trovata la struttura metodologica sottostante all’uso di queste parole da parte degli Gnu Age). Il suo ombelico lo salvò dal cavarsi gli occhi convincendolo a rileggersi i primi cinque capitoli dell’enciclopedia Treccani.

A un articolo particolarmente veemente contro i vampiri emotivi, i lombrichi filosofi si sentirono accusati e piansero fino a quando qualcuno gli fece notare che, in quanto lombrichi, non avevano occhi.

Poi, ovviamente, i problemi sorsero anche tra gli stessi Gnu Age. Le madri gnu litigavano su quanto i rispettivi figli avessero le aure più indaco degli altri. La disputa si acquietò momentaneamente quando una gnu tinse di indaco il pelo del proprio piccolo per dimostrare estrinsecamente la sua superiorità mistica, e questi – poco mimetizzato nel mezzo della savana – fu sbranato da un leone poco sensibile alla salvezza spirituale del mondo intero. Inutile dire che la notizia di apertura di Superquark fu dedicata alla vicenda, e questa scelta priva di qualunque empatia o emozione o sensazione o energia creò un tale disappunto nella comunità gnu che ci si dimenticò dei dissidi iniziali.

Per quanto possa sembrare strano, l’esplosione di egotismo e di migliaia di teorie spirituali Allacazzodicane© non mise mai in crisi la fedeltà alla mandria. Sembra che gli gnu avessero il potere di sapere istantaneamente quando un utente si permetteva di fare domande troppo specifiche sulla fede di un altro gnu caricandolo di troppe responsabilità, e di teletrasportarsi sulla pagina web per insultare l’intruso fino a metterlo in fuga.

Questo potere fu scientificamente provato da un fisico dopo aver visto col nipotino per la quindicesima volta di fila Il Re Leone. Dopo qualche calcolo, scoprì che la scena della morte di Mufasa era fisicamente impossibile: la stima degli gnu che si riversavano nel canyon superava di almeno dieci volte quella degli gnu che pascolavano nell’erba. Questo poteva voler dire due cose: o che Mufasa non era davvero morto, o che gli gnu possedevano qualche abilità prodigiosa finora sconosciuta. Per la Legge dell’Inoppugnabilità del Trauma Infantile stabilì che Mufasa doveva essere morto e sepolto, quindi rimaneva una sola possibilità. Scoprì così che gli gnu hanno la capacità di teletrasportarsi – nel web e nello spazio – e formare una mandria per supportare altri gnu in grave pericolo.

Il mondo si stava interrogando su come utilizzare la scoperta per risolvere il problema degli Gnu Age, quando tutta la faccenda si risolse da sé. Rimasto ormai senza gnu sugli sfondi silhouettati della savana, Piero Angela usò delle zebre come controfigure. Tutti davanti alla tv, gli gnu videro con orrore quanto le zebre non fossero capaci di atteggiarsi a massa indistinta di  Cheanimalisonoquellichenonsicapisce. Era tutto uno scalpiccio di primedonne, con quelle strisce bianco-nere volgarmente in bella mostra. Percependo il pericolo grave in cui versava il mondo documentaristico intero, tutti gli gnu si teletrasportarono all’istante nella savana, inghiottendo le zebre nella loro massa fieramente indistinta e facendo schizzare lo share di Superquark alle stelle. Fu così che gli gnu arrivarono alla massima consapevolezza spirituale nel comprendere il loro posto preciso all’interno del karma.

Malelingue affermano che tutto questo in realtà accadde  perché si erano stancati di vivere con la responsabilità di avere un’opinione e perché si erano resi conto di stare diffondendo soltanto fregnacce, ma sono affermazioni prive di qualsivoglia emozione, intuizione, sensazione ed energia.