Alimentare il contagio: benvenuti su Altri Animali

Redazione

Ebbene sì, Altri Animali cambia pelle. Lo fa dopo un periodo di incontri e discussioni, di tavole rotonde e chat notturne, senza partite di calcetto. Teste diverse tra loro, menti delle più disparate, ci inoltriamo in acque già splendidamente contaminate, nell’ecosistema scabroso delle riviste letterarie. Pesata l’eredità, la nostra è un’immersione da iniziati, imprevedibile e determinata. Come ogni brindisi degno di questo nome, infatti, partiamo con un ringraziamento.

Grazie alla ciurma di Racconti Edizioni, pazzi comandanti in mare sempre mosso, fieri avversari di quarte ingannevoli. Il racconto è un regolamento di conti senza armi adeguate, ed è dal 2016 che la casa editrice ribatte colpo su colpo. Grazie al curatore del blog fino a oggi, quel Leonardo Neri custode del bottino in stiva, attento guardiano di tal piccolo gioiello di riflessione e di energia letteraria.

E in mare, quindi, si muoverà la nuova redazione. Come da simbolo, leggera, dietro alle correnti e contro, attiva, intercettante: l’altro animale, la medusa. È il suo corpo a vivere intorno ad un asse centrale, equilibrando simmetria della forma antica, l’ombrello protettivo in cima, con il successivo dispiegarsi anarchico dei tentacoli, toccando e assorbendo, tra storia e apertura. Tenteremo di seguire un movimento simile. Proveremo a urticare lo spazio letterario intorno, a diventar cellule specializzate nel contagio. La medusa è sospesa in mare aperto, non ha rifugi né scappatoie. Il suo sistema nervoso è in continuo contatto con l’esterno, filtra acqua marina e ne influenza gli abitanti: in questo modo, semplicemente, Altri Animali modellerà il suo profilo di rivista.

Aggiungiamo che la medusa nuoterà assecondando tre urgenze fondamentali.
Insistere, in primis, nella diffusione della forma racconto. Se, come sostiene Andrea Jeftanovic, “il racconto cela molte fibre, dice il minimo e, se detto bene, è un tripudio”, allora noi consolideremo il turbamento della forma breve, il suo sconcerto e la sua violenza. In una buona storia ogni gesto cela il mondo, e noi dal mondo vogliamo essere contaminati. Accogliamo racconti senza restrizioni di genere o di stile; edificanti e disfattisti, confortanti e apocalittici.

Indagare poi la materia letteraria, la complessità di autori e temi; continuare in questo senso a tener vivo il rapporto che separa e unisce realtà costruita e realtà sperata, proprio lì dove l’elemento letterario si moltiplica. “Indissolubile mescolanza di ordine e disordine”, direbbe il vendicativo Magris, riferendosi al difficile legame tra carne e letteratura. La medusa non è creatura rancorosa, ma ha molta fame di contributi e interventi che vadano in questa direzione. Non lasciatela a stomaco vuoto.

Come infine vedrete presto, devieremo volentieri sulla cattiva strada del cinema, del giornalismo, e perché no, financo della politica. Difficile trovare qualcosa di più contagioso del presente. Analisi, teorie aperte alla contraddizione, ferite aperte dell’attualità e punti di sutura: qualsiasi opinione che rinvigorisca il tema all’ordine del giorno regalerà ai nostri tentacoli momenti di grande soddisfazione.

Chiudiamo con una speranza “piccola ma buona”: quella di ritagliarci con voi anche un solo momento d’incredulità, uno scarto nel quotidiano vario ed eventuale, dove poter essere subacquei e culturalmente vivi.

Benvenuti, altri animali.