MOD

Marco Cantoni

La campanella si incendia di rosso. Notifica in arrivo, sta iniziando la live. Stacchiamo tutto, interrompendo qualsiasi occupazione precedente, perché la chat si popola in fretta dobbiamo far sentire la nostra presenza. Nel flusso ci sono nick conosciuti ormai entrati nella famiglia, fratelli affini. Sulle nostre spalle una grossa responsabilità: guidare il gregge, battere la pista. La chat ha delle regole, il canale ha delle regole, e noi dobbiamo dare l’esempio, dettare tempi e modi in cui interagire. Fuori dalle palle spammer e bot. La chat non è una giungla, ci vuole ordine e civiltà. Alla prima cazzata parte un avvertimento, alla seconda sei fuori.

C’è una sottile ma profonda differenza tra noi e loro. Noi siamo i moderatori del canale, come ricorda l’icona che precede il nostro nick, una spada bianca su fondo verde. Le guardie speciali del nostro signore nel sistema feudale che è Twitch. La lealtà ci ha fatto diventare ciò che siamo. La dedizione alla causa e un costante supporto a tutto ciò che propone. Noi siamo i mod.

Finalmente arriva ilC4P. Appare mentre sistema la webcam, la chat esplode. Saluta tutti, ma dalle sue labbra non esce alcun suono. Controlliamo il volume delle nostre casse, tutto nella norma. Poi fa segno con la mano. Sorride e clicca il tasto unmute del suo BlueYeti rosso opaco. Scusate, mi ero dimenticato di accendere il microfono, dice, e inizia a salutare qualche utente collegato pescando a caso nel marasma dei commenti che scorrono. Oggi non ha messo la chat in modalità lenta, non ha posto un freno a quel fiume in piena di braccia digitali alzate alla disperata ricerca di attenzione, anche soltanto del brivido di essere notati. Apriamo Telegram e glielo ricordiamo nel gruppo privato riservato ai membri premium. Siamo la crème de la crème, abbiamo sottoscritto l’abbonamento quando ancora non era nessuno. Abbiamo investito nel suo potenziale, riconosciuto la sua grandezza. I veri affezionati, le persone di cui si fida.

Grazie ragazzi, come farei senza di voi, strizza l’occhio nella nostra direzione. L’unica direzione di quella comunicazione univoca. Noi tutti da una parte e lui, solo, dall’altra. 

Il contatore degli spettatori scorre vorticosamente. Il nuovo layout del canale indica in alto a sinistra importo e nick dell’ultimo donatore, nel vertice opposto l’obiettivo mensile per l’affitto, questo mese superato alla prima settimana. 

ilC4P, a differenza dalla maggior parte degli streamer, non trasmette gameplay sul suo canale, non è così banale. Lui espone se stesso sulla piattaforma. Il bello del Capitano è che non stacca mai, siamo sempre con lui. È un rapporto molto intimo quello che ha con la community. Chiacchiera, parla del più e del meno, anche per ore senza stancarsi. E poi ci porta in giro, ci fa vedere i posti che visita. Usciamo con lui e con la sua banda, ormai li conosciamo tutti, come se fossero fratelli anche loro. Lucas il Pazzo, MasterZ, Ester, ogni tanto si affacciano in chat e ci salutano. Riconoscono i nostri nomi, ridono alle battute o alle clip che condividiamo. È anche grazie a noi se si è creato un modo di scherzare e un umorismo che gli estranei non possono comprendere. Un codice segreto che rende tutti più uniti, affezionati al nostro Capitano.

Stasera si collega da una camera d’albergo. La tappezzeria ocra ha un sapore novecentesco, in contrasto con le piccole stampe venti per trenta di soggetti astratti poco ispirati. Vediamo solo uno scorcio di ciò che lo circonda, la piccola porzione che ci ha concesso la sua inquadratura, una portafinestra che probabilmente dà su un balcone, dalle luci che lo illuminano a intermittenze irregolari si direbbe rivolto su una strada trafficata. Oggi ha presenziato a una conferenza sulla comunicazione digitale a Bari, una delle tante marchette che gli permettono di monetizzare offline. Ci ha fatto vedere parte dell’intervento collegandosi nel pomeriggio; ha appoggiato il cellulare per terra e ogni tanto ha inquadrato la platea gremita. In pubblico cerca di moderarsi, non può essere l’estroso giullare che accompagna le nostre giornate. Non lo capirebbero, potrebbero fraintendere. È per questo che gli estranei non colgono cosa succede qui dentro. Il fascino di questa piattaforma, che con la sua estetica vaporwave ci fa sembrare di essere negli anni ’80 inventati da Stranger Things. Il futuro come lo avevano immaginato i nostri nonni: artificiale, cibernetico e ricoperto di acetato dai colori sgargianti.

Sullo schermo parte la GIF di Luca Giurato che tartaglia: «Uno piacere ha il grande piacere ospite di avere ospite», è il segnale che qualcuno si è abbonato al canale, pochi istanti dopo infatti appare al centro del monitor il nick del nuovo membro. Il patto non scritto vuole che ilC4P ringrazi ogni volta per la sub, l’abbonamento, che comporta un costo e va ripagato in qualche modo. E come ogni volta il nostro mostra indice e medio in segno di pace verso la camera, ma con il dorso della mano nella nostra direzione, il che lo rende un vaffanculo goliardico.

Mentre ilC4P sta raccontando la sua giornata, arriva una donazione di venti euro fatta da PizzaBoy, un mod, uno di noi. Ha scelto quella cifra per rimanere in evidenza, visto che la precedente era di diciannove. Il Capitano si interrompe, si passa le dita tra i capelli scarmigliati biondo ossigenato con almeno tre centimetri di ricrescita scura. Se li era tinti due mesi prima per una scommessa in live. Avevamo raggiunto tremila euro donati in meno di un’ora, a quel punto non poteva tirarsi indietro, non sarebbe stato da lui. 

PizzaBoy è uno dei mod più attivi, la nostra punta di diamante. Ogni giorno ricarica sul suo canale YouTube montaggi autorizzati delle live del Capitano. Stasera però non sembra molto attivo, non ha bannato due bestemmiatori di seguito, quando di solito ha dei tempi di reazione invidiabili.

ilC4P interrompe il suo discorso; stava raccontando di quello che avrebbe fatto il giorno dopo, qualche informazione utile per seguirlo nel suo viaggio di ritorno, chissà se avrebbe potuto streammare in treno senza avere rotture di coglioni, si chiedeva. Si massaggia le tempie sottolineando un’emicrania evidente, e non possiamo non notare gli occhi sempre più rossi. Inspira profondamente e butta fuori tutto scuotendo la testa. Poi si sente il trackpad del suo portatile scricchiolare, fa così da quando lo ha lanciato contro il muro un mese fa, sfogando sul povero pc la frustrazione per aver perso trecento euro al blackjack online del giovedì sera. La spada di PizzaBoy, il suo distintivo da mod, sparisce nel nulla. Impossibile, non può avergli tolto i poteri da moderatore, non ha senso. Pizza è uno di noi, da sempre. È assurdo.

La chat insorge, l’indignazione monta. Fermi tutti ragazzi, non voglio neanche discuterne, dice. PizzaBoy non è più mod perché nell’ultima mezzora era in chat da LucyD a fare il coglione. Tanto non te la da, urla, facendo gracchiare il microfono. Ed è inutile che poi fai una donazione per cercare di farti perdonare. Credevi che non me ne sarei accorto?

Siamo sconvolti, non era mai successo che un mod venisse destituito. E poi per cosa? Sappiamo bene che LucyD è l’acerrima nemica del Capitano, che non perde occasione per lanciargli frecciatine e provocazioni gratuite, forse Pizza ha sbagliato, anzi sicuramente non doveva commentare da lei venendo meno ai doveri del moderatore, ma andava richiamato, una sfuriata in live, una sospensione di qualche ora. Ma toglierli l’icona senza nessun preavviso è un colpo basso. 

Il gruppo Telegram “Vassalli”, dove siamo solo noi mod, scoppia di notifiche. GattoSocialista, NixVix, CappelloDiPiume e la vecchia guardia al completo schiumano di rabbia. Non ci si comporta in questo modo, non è accettabile, neanche dal Capitano. È in atto un vero e proprio ammutinamento. Siamo tutti compatti, a dire il vero qualcuno che prova a stemperare i toni ogni tanto appare, ma la voglia di vendetta della maggioranza li zittisce.

E mentre ilC4P continua ignaro la sua live Twitch, noi agiamo nell’ombra. La possibilità di ribellarci al nostro signore ci rende euforici. Dobbiamo scoprire nome e indirizzo dell’albergo dove si trova in questo momento. Un gioco da ragazzi. Gatto, con uno dei suoi mille account fake, scrive sulla pagina dei fan su Facebook se qualcuno presente oggi tra il pubblico a Bari ha visto dove il Capitano si è diretto dopo la conferenza. Cinque minuti dopo, grazie a un ragazzino del posto che lo aveva seguito per avere un selfie, abbiamo tutto: Hotel Cristallo, Via Mameli 72. 

A quel punto non ci resta che tempestare di telefonate la portineria dell’albergo. Andiamo avanti così per mezzora, intasando le linee e condendo le chiamate con insulti e bestemmie.

Lo spettacolo è servito. Ora siamo noi a decidere cosa succede al nostro idolo, il palinsesto è nelle nostre mani. Riapriamo la live su Twitch, ilC4P è ancora lì naturalmente. Il bello del Capitano è che non stacca mai, siamo sempre con lui. Entra un uomo, con una divisa nera e un cartellino dorato che penzola dal taschino della giacca. La cravatta è allentata, dobbiamo averlo svegliato da un sonnellino. Di sottofondo si sente ancora il telefono dell’albergo che continua a squillare. Istintivamente ilC4P toglie il volume. Stanno litigando. L’uomo lo spintona e inizia a ficcare le sue cose nella valigia aperta.

Nonostante tutto ilC4P continua la diretta, è un vero showman, e apprezziamo che lo stia facendo per noi. È questo il contenuto che vogliamo. Afferra il portatile e inizia a camminare per un corridoio inquadrando l’uomo nerboruto con in mano il suo trolley con la zip mezza aperta. Il piano sequenza Kubrickiano termina all’entrata dell’Hotel, sotto una pensilina illuminata da una vecchia insegna al neon. La valigia viene appoggiata a terra e la porta a vetri chiusa. Il volume torna per un attimo, riusciamo a sentire soltanto ilC4P che scomoda santi e divinità. 

L’ultimo frame è un dito medio. Non è diretto al portiere dell’albergo, ma a noi.

________________
↔ In alto: foto Anas Alshanti / Unsplash.