Cosa leggi questa estate? I consigli dall’universo «Altri Animali»

La vecchia leggenda per cui in estate si va al mare e si sta sotto l’ombrellone andrebbe sfatata, strano che Diego Fusaro non l’abbia condannata secondo la prospettiva degli «io irrelati». Di solito, si dice – con voce pieralbertangeliana–, la specie editoriale, poco avvezza all’uso di racchettoni e olii abbronzanti, preferisce territori montani, il legno delle biblioteche o le brezze dei tavoli all’aperto di bar malfamati. In base a questa inconfutabile supposizione abbiamo invitato collaboratori e amici e simpatizzanti di Altri Animali e Racconti edizioni tra scrittori italiani ed esteri, studiosi, editori, traduttori, redattori, a condividere le rispettive letture estive. Quel che ne è uscito è una lista in cui noi élite ci bulliamo del fatto che leggiamo Proust a Portofino, mentre voi siete a Gabicce Mare e avete tra le mani l’ultimo D’Avenia con cui minacciare la prole che gioca a pallone sulla sabbia. Quindi, buona visione del tipo di pezzo che ha fatto smettere di leggere Duccio.

Valentina Accardi

UnknownIo, a differenza di altri, l’estate la dedico alle letture più importanti, tanto sono rilassata al mare e posso concentrarmi meglio. Quest’anno sarà la volta di Moby Dick di Melville, che dovevo leggere con un gruppo di lettura che non sono più riuscita a seguire, e di Lasciar andare di Philip Roth, autore che ho deciso di conoscere in maniera approfondita. Mi sono portata dietro una marea di libri, cartacei e digitali, tra cui Mentre morivo di Faulkner, Overlove di Alessandra Minervini, Il deserto dei tartari di Buzzati (e tanti altri). Spero di riuscirne a leggerne la maggior parte, anche se la mia lista si aggiorna di continuo e non riesco mai a fare programmi!

Rosamaria Bitetti

Unknown-3Sto leggendo Camille Paglia, Free Women, Free men – Sex, Gender, Feminism (Pantheon Books, New York) perché ho sempre ammirato il coraggio della Paglia di definire un femminismo individualista, estetico e sex positive, agguerrito senza essere avversariale nei confronti degli uomini, e che considera le donne non vittime. Dopo il suo classico Sexual Personae, è stata per decenni osteggiata da femministe più mainstream – nota è la polemica con Gloria Steinem. In questi anni ha difeso posizioni femministe impopolari e questo libro ne è una raccolta: la libertà di espressione è più importante di proteggere chi si sente offeso, la cultura del rape-date deriva dal proibizionismo sull’alcol, ed è un modo per deresponsabilizzare le donne e trasformare gli uomini in carnefici, oggettificare Trudeau è un gesto di modernità, sia Madonna sia Rihanna sono ottimi modelli per una donna forte. Insomma, sotto l’ombrellone, rossetto bikini e femminismo trasgressivo.

Gessica Destito


Unknown-2Sotto il mio ombrellone riesco già a immaginarmi un telo da mare colorato, delle comode infradito, una crema solare – protezione 30+, come ogni pallida traduttrice che si rispetti – e una borsa abbastanza pesante, contenente libri di vario genere: La Bella Estate di Cesare Pavese (dite che leggere La Bella Estate in estate sia ridondante?), Why I Write di George Orwell (Reason number one: Sheer egoism; l’onestà prima di tutto… vero, George?), Kobane Calling di Zerocalcare (se il mio vocabolario toscano si sta arricchendo di termini romaneschi è solo grazie/a causa di Zero – conosco a memoria ogni suo albo, pagina per pagina) e, last but – definitely – not least, il terzo volume de Il Trono di Spade, intitolato Libro Terzo delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco (nell’edizione Mondadori per la traduzione di S.Altieri con la copertina rigida: elegantissima, bellissima e, sì, decisamente pesantissima). Dopo quante pagine lette si consiglia di entrare in acqua?

Pietro De Vivo

Unknown-1Nell’estate del centenario della Rivoluzione d’ottobre il miglior modo per attendere l’assalto al cielo è immergersi nelle vite dei rivoluzionari del Novecento. Il consiglio è di leggere Autobiografia di una rivoluzionaria di Angela Davis (minimum fax, traduzione di Elena Brambilla) e Memorie di un rivoluzionario di Victor Serge (e/o, traduzione di Aldo Garosci). La rivoluzione non è un pranzo di gala e ai rivoluzionari non garbano i formalismi, così ci prendiamo la maleducazione di suggerire un titolo delle nostre edizioni (Alegre), La mia guerra di Spagna, memoir di Mika Etchebéhère nella traduzione di Serena Nozzoli. In alternativa alle biografie c’è la distopia fantapolitica Il tallone di ferro di Jack London (Nova Delphi, traduzione di Andrea Aureli). Per arrivare al freddo ottobre restando caldi in vista della presa del Palazzo d’inverno.

Elena Entradi

Unknown-3Niente grida vacanze estive come il mio disperato tentativo di sfuggire al tepore stagionale. Tentativo che quest’anno si limiterà a una fuga a casa dei genitori, dove mi attendono gli affetti familiari, il nuovo climatizzatore e il computer fisso. Perché allora non riprendere la saga di Geralt di Rivia di Andrzej Sapkowski, tanto nella sua forma videoludica quanto libraria? (La spada del destino è tradotto da R. Belletti per Nord.) La recente lettura di M.A.S.H. nella traduzione di Marco Rossari mi ricorda che ho sullo scaffale il suo Le cento vite di Nemesio (edizioni e/o), e il fatto che in copertina ci siano tizi con gli ombrelli aperti mi sembra un incoraggiamento climatico non da poco. In valigia metto anche Storie strane (Villy Sørensen, tradotto da B. Berni per Del Vecchio editore) perché mi incuriosisce il suo sguardo assurdo e fiabesco sul mondo.

Stefano Friani

Unknown-4Come l’anno scorso mi ero incagliato in una serie di letture marocchine, per via della meta vacanziera quest’anno mi sto dedicando a tutto ciò che riesco a trovare riguardo Cipro. Al momento sto leggendo Hostage to History del mai troppo osannabile Christopher Hitchens: un dettagliatissimo e sferzante resoconto di come la strategia divide et impera del Regno Unito e la realpolitik di Kissinger abbiano creato un mostro: l’unico paese europeo ancora diviso da un muro a segregare de facto due popoli che un tempo erano uno; un’isola in cui dal 1945 si sono succeduti colonialismo, guerriglia, una breve e sofferta indipendenza, una guerra civile, un colpo di stato e un’invasione da parte di un’altra nazione. Nel frantunque sto leggendo Altai dei Wu Ming, un bel romanzone storico – con un’agenda e un sottotesto storico-politico molto questionabile, ma non è questa la sede – che ha per protagonista un ebreo acquisito veneziano che si ritrova scacciato dalla sua città a lavorare in vista di una Nuova Sion a Cipro, alla corte di Yossef Nasi, un ricco ebreo che finanzia la guerra del sultano con lo scopo di ottenere Cipro per la sua gente. Prossime letture: Un terribile amore di Catherine Dunne, Gli amari limoni di Cipro di Lawrence Durrell (un libro «colonialista» per Hitch) e L’aurora di Victoria Hislop.

Giulia Gabriele

Unknown-5Chissà cosa farebbe Leonardo – protagonista e voce narrante di Dente per dente di Francesco Muzzopappa (Fazi) – se sapesse che il pappagallo Loreto, che lo chiama sempre «Oooo.ttodita» quando va a casa della ragazza Andrea, troneggia sulla copertina del libro che racconta la sua storia. Una storia tragicomica, di quelle che solo a Muzzopappa possono venire in mente, il cui stile ironico e confidenziale ho imparato ad amare sin dal suo esordio con Fazi, Una posizione scomoda, che, devo dire, per me resta insuperato per comicità e intelligenza. Ho letto Dente per dente – il diario della vendetta di Leo per riscattare il suo cuore infranto da un amore bugiardo e se stesso da una vita nascosta – nei giorni più afosi di luglio, ed è stato subito mareblu-spiaggiadeserta-tèfreddoallimone anche se in verità stavo solo lasciando la mia sagoma sul divano azzurro di casa. Se cercate un libro che vi porti in vacanza, lo avete trovato.

Roberta Garavaglia

Unknown-4Cosa leggo quest’estate? Ecco: Mutandine di chiffon, Memorie retribuite, Carlo Fruttero. Sono ricordi di un tempo per cui a volte proviamo nostalgia, interessanti e ironici, scritti da Carlo Fruttero ovvero colui che lasciò l’Einaudi, dopo essere stato sull’isola dei famosi (dei sei famosi editori del Prix International del 1960, o ’61), per curare la collana di fantascienza Urania alla Mondadori e scacciare il rischio di diventare distinguished come quelli della crema intellettuale in doppiopetto. Probabilmente dopo aver letto La piscina di Chichita finirò le Fiabe di Calvino e dopo Douce France rileggerò Josephine di Parise; L’amante senza fissa dimora, di Fruttero e Lucentini, lo riaprirei sempre.

Federica Gavioli

Unknown-1In cima alla montagna di letture per l’estate c’è Quattro novelle sulle apparenze di Gianni Celati (Quodlibet). Si tratta di quattro racconti in cui la vita, vista come una trama di apparenze, viene esplorata attraverso le «meraviglie del sentito dire», cioè attraverso vicende passate di bocca in bocca fino a raggiungere il narratore. Mi piace pensare che il tempo giusto per questo libro sia un interminabile pomeriggio estivo, buono per ascoltare e raccontare storie come queste, in cui qualcuno si preoccupa di studiare le diverse Condizioni di luce sulla via Emilia o di scoprire che I lettori di libri sono sempre più falsi.

Emanuele Giammarco

Unknown-2A seguire i libri dell’estate, non delle vacanze, capisci a me. A causa di miei rovelli leggo Rovelli, L’ordine del tempo aka il tempo non esiste, a meno che tu non sia in ritardo. Calvino mi ha portato ai racconti di Felisberto Hernandez, Nessuno accendeva le lampade. Ma devo ancora leggere Mary Miller, Happy hour, come si fa! Sempre della serie libri da terminare: L’unico viaggio che ho fatto di Emmanuela Carbè, in pausa perché prima devo leggere Marc Augé, Nonluoghi. Saggio su come si è ridotta camera mia. Poi c’ho questa Strana confessione di Herculine Barbine, che mi chiama da un po’ e vabbè, poi c’è Proust.

Stephen Graham Jones

61U9rNgwvOL._SX328_BO1,204,203,200_Su quali pagine passerò le mie vacanze estive? Su Meddling Kids di Edgar Cantero; una specie di incrocio tra Scooby-Doo e HP Lovecraft, che – sono già a una cinquantina di pagine – ha lo stesso sentire e quella comicità di My Best Friend’s Exorcism di Grady Hendrix, che è più o meno il miglior complimento che io possa fare, visto quanto amo quel romanzo. Poi mi leggerò The Tooth, una graphic novel di Cullen Bunn, Shawn Lee e Matt Kindt. Mi sto anche letteralmente bruciando The Encyclopedia of Ancient Giants in North America di Fritz Zimmerman. Chi l’avrebbe mai detto.

Gioia Guerzoni

Unknown-3Solitamente non faccio le vacanze classiche, più che altro mi sposto qua e là con il computer, come sempre. In questo periodo sono in compagnia di Teju Cole, i saggi che inizierò a tradurre per Contrasto, e Ottessa Moshfegh, i racconti per Feltrinelli. Quindi ho già abbastanza pensieri da dare in pasto al cervello :) Se riesco ancora a farlo funzionare di sera, mi leggerò The Lonely City di Olivia Laing, un saggio sull’arte della solitudine e la solitudine nell’arte. C’è dentro Hopper e la Factory e New York e Londra. Tanta roba. Poi ho in borsa White Sands di Geoff Dyer, in inglese ma che è uscito per Saggiatore. Una riflessione su viaggi, noia, displacement, banalità delle immagini ecc. Anche questo, solo iniziato ma che denso. E poi si ride tanto, sotto i baffi, all’inglese. Poi invece magari non leggerò niente di niente. Sarebbe bellissimo.

George F.Kaplan

Foto2Come ogni anno in questo periodo bisogna scegliere con cura cosa ci si porta sotto l’ombrellone da leggere: la mia tecnica, ormai collaudata, consiste nel portarsi numero 3 libri, che rispondono a tre diverse categorie: sicuro, divertente e novità assoluta. Quest’anno nella mia sacca da mare troveranno spazio It di Stepehen King e inutile che vi dica che ricada nella categoria «sicuro», poi Walter Fontana con Non ho problemi di comunicazione che non può che rientrare nella categoria «divertente» e per la categoria che manca ho scelto i racconti di Lucia Berlin in La donna che scriveva racconti, di cui mi parlano molto bene. Altro rito a cui non rinuncio è associare una musica al libro, per immergersi nelle atmosfere di King niente di meglio che farsi trasportare dalle note di T-Bone Walker, per Fontana la scelta è caduta sugli UB40 e per la Berlin, non conoscendo la sua opera azzardo un sottofondo di Etta James. Non mi resta che sdraiami sul mio asciugamano e leggere.

Rossella Lo Faro

UnknownDi sbronze letterarie ne ho prese tante, ma niente mi ha folgorato più della saga di autofiction di Karl Ove Knausgård, edito prima da Ponte Alle Grazie e ora da Feltrinelli. È appena uscito La pioggia deve cadere, quinto appuntamento di più di 600 pagine: sì, è già tra le mie mani. Ciò che non mi seppellirà in spiaggia mi fortificherà: è il mantra con cui affronterò la risma norvegese. Dopo il lutto del padre e il racconto d’infanzia, è tempo di scoprire come il fusto dagli occhi blu sia diventato scrittore. Noioso? Prolisso? Senza alcun valore letterario? Macché, la gente mi rassicura: qualcuno lì fuori parla di KarLove. Se non altro non sono l’unica sbandata.

Leonardo Luccone

Unknown-1Ai libri da portare in vacanza non credo più, perché penso che i libri si impossessino di te quando decidono loro. Certo, ci sono i libri dei buoni propositi (per me vari Shakespeare vergognosamente mai letti e altri classici) ma alla fine rimangono più o meno intonsi. Ad agosto, ovunque io sia, vorrei leggere a zona: 4 libri Iperborea (Morten A. Strøksnes, Il libro del mare; Fredrik Sjöberg, L’arte della fuga, Kader Abdolah, La casa della moschea; Atlante leggendario delle strade d’Islanda); 3 libri Adelphi (Elias Canetti, Il libro contro la morte; Meyer Levin, Compulsion; Sto, I cavoli a merenda; 3 libri Akashic Books (René Depestre, Hadriana in All My Dreams; Tomoyuki Hoshino, Me; Achy Obejas, The Tower of the Antilles). Ma come ho detto i propositi sono fatti per essere stravolti, e so già che finirò a leggere quello che mi capiterà a tiro. Il mucchietto dello scorso anno, sempre a zona, occupava 9 kg e non so più quanti centimetri cubici, così, saltato lo schema, virai su tre infatuazioni dell’ultimo minuto (tra cui un Roth, L’animale morente). Che ho letto in fretta e svogliatamente. Per rinfrancarmi ho comprato una decina di libri lì dov’ero, roba per malati di mente, libri sui libri, cataloghi di matite, e l’immancabile classico salvacoscienza (Lanark di Alasdair Gray). Risultato: ho un doppione in più, tre o quattro libri da sbolognare in fretta e tanta voglia di leggere i libri che avevo deciso all’inizio. Ah, il Kindle era gonfio di file, ma non l’ho mai acceso.

Vincenzo Mantovani

UnknownQuest’estate purtroppo leggerò un solo romanzo, quello che sto traducendo. Posso però consigliarne almeno due di cui aspettavo la versione italiana da molti anni: Triomf di Marlene van Niekerk, originariamente pubblicato in afrikaans nel 1994; e The Puttermesser Papers di Cynthia Ozick, uscito per la prima volta vent’anni fa. Il primo è dell’editore Neri Pozza e porta il titolo La famiglia Benade. Il secondo lo pubblica La Nave di Teseo col titolo La signorina Puttermesser. Ricordate il film Brutti, sporchi e cattivi? Be’, prendete la stessa famiglia, ridotta a quattro ruderi umani e due cani rognosi, mettetela dentro una baracca sconquassata dove l’unica cosa che funziona è la televisione, in un posto a metà tra una discarica e il deserto sudafricano, fate fare a questa famiglia le cose più laide, oscene e orripilanti, e avrete una pallida idea di cos’è questo romanzo: la grottesca horror story di un pugno di sottoproletari razzisti boeri che aspettano il giudizio universale fingendo di avere ancora uno scopo nella vita. Della Ozick c’è poco da dire, se non che è una delle più grandi scrittrici americane viventi e che la sua delicata e sensibile Ruth Puttermesser emerge dal lungo oblio con la grazia spiritosa di un personaggio di Woody Allen e la forza visionaria dei capolavori della letteratura yiddish.

Giuseppe Martella

3727386-9788817172974Dunque Parmenide. Ho questo anello al dito dall’84 perché nell’84 leggevo l’Odissea non proprio sotto l’ombrellone, ma giusto accanto. Giusto quel poco perché le braccia scoperte di crema bruciassero poi la sera. Dunque Parmenide perché sono 28 frammenti con un sacco di precipizi tra un frammento e il successivo. Tra questi precipizi arriva un abisso sicuro che dice essere è pensare; sono la stessa cosa. La Verità è bella e rotonda e mi slaccio questo anello dal dito. (Poi ci sarebbe Eraclito che forse sarebbe meglio perché è pieno di fulmini freddi che sopra i 30°, data la greppia nazionale.)

Alessandro Melia

Unknown-1Il 2 ottobre 1979 lo scrittore Christopher Isherwood annotò sul suo diario: «C’è un fascino speciale nei resoconti esaustivi di vite apparentemente prive di eventi». Verissimo, basti pensare al successo di un libro come Stoner di John Williams. Da avido lettore di vite altrui non potevo farmi scappare quella del pittore dei parchi nazionali Gunnar Widforss narrata da Fredrik Sjoberg ne L’Arte della fuga (Iperborea). Come lo scrittore ed entomologo svedese «mi sono lasciato come al solito affascinare da un assoluto perdente, che aveva i migliori motivi per essere dimenticato». Ma Widforss è un vagabondo squattrinato alla ricerca di bellezza, un instancabile viaggiatore, un inquieto acquarellista; dunque la sua è un’esistenza perfetta per essere raccontata. Sjoberg lo sa e leggere il suo libro, a tratti spassoso, è anche un’occasione per riflettere sul rapporto tra uomo e natura.

Iago Menichetti

Unknown-2La relazione con Pynchon è travagliata: con L’arcobaleno capitolo sempre intorno alla cinquantesima pagina; L’incanto sono convinto ogni volta di finirlo, del resto sono poche pagine, e invece… Eppure nei salotti buoni mica entri senza il Pynchon; fortuna allora che ho scoperto il Vizio, che poi altro non è se non un episodio dei Looney Tunes, di quelli lunghi e più ispirati, a tema noir, sceneggiato come da un simpatico fattone che parla di tutta un’altra cosa mentre rincorre un MacGuffin chiamato Mickey. Stavolta mi sei piaciuto Thomas, devo ammetterlo: anche qui, da sotto l’ombrellone, ti ho trovato in Forma.

Antonio Merola

1451991398026murgerEsistono raccolte di racconti che non funzionano secondo la logica dell’accumulo, ma che seguono un percorso preciso: tra queste, vorrei consigliarvi per l’estate La Bohème di Henry Murger (nella traduzione di A. Panzini, Elliot, 2015). Una storia compiuta raccontata attraverso gli occhi di cinque personaggi che ricoprono le arti maggiori: un poeta, un pittore, un filosofo, un musicista e la voce autobiografica dello scrittore. Lo sfondo: il quartiere latino della Parigi dell’800. La scommessa: non si vedeva una nuova edizione dell’opera dal 1952, (Rizzoli). Perché leggere ancora Henry Murger? «La Bohème di cui si tratta in questo libro non è affatto una razza nata oggi: è esistita in ogni tempo e in ogni luogo» da Omero a Dante che vagavano nelle terre sconosciute, fino a noi.

Alessandra Minervini

Unknown-4Quest’estate pugliese è cominciata con la fine di una storia. Quella di Teresa Batista stanca di guerra di Jorge Amado, che ho letto, fino a pochi giorni, fa sulle spiagge meno affollate e più capienti. Adesso dedicherò un weekend a Vita e morte delle aragoste di Nicola H. Cosentino. In pieno agosto comincerò Oblomov di  Ivan Gončarov, mi sembra adatto per smaltire le piaghe da decubito. Per non sentirmi troppo sola porterò, ovunque, con me (in versione elettronica) due delle ultime creature di quella che considero la più grande, e mai abbastanza amata, scrittrice vivente ovvero: I ricchi  e Due o tre cose che avrei voluto dirti di Carol Oates Joyce.

Federico Morganti

UnknownGli anarchici sembrano estremisti, ma è davvero ragionevole accettare i principali dogmi dell’autorità politica senza metterli in discussione? La lettura di Michael Huemer, Il problema dell’autorità politica (Liberilibri) costringe a non dare nulla per scontato. Se una cosa è immorale quando la compie un individuo, è immorale anche se la fa lo stato: il secondo non possiede alcuna speciale autorevolezza morale che gli consenta di compiere azioni (coercitive) che agli altri sono giustamente precluse. Huemer difende gli individui e il ruolo delle loro comunità in una possibile società anarchica, lasciata alla libera cooperazioni. Leggerlo fa pensare che una società senza stato è magari lontana, magari difficile, ma non impossibile.

Cosimo Monari

marcovaldo-aUna lettura per l’estate non è un titolo. Oddio; lo può essere. Per esempio, per me è Marcovaldo, di Calvino, un libro che ho letto quando avevo circa dieci anni e rileggendolo ora mi rendo conto di quante porte chiuse non vi avevo scorto. Ma una lettura per l’estate è più che altro un attimo di respiro, un filo teso tra chi siamo e chi eravamo. È quel racconto o poesia o romanzo scritto dal noi adolescente; d’amore, d’avventura, di ribellione e coraggio, di domande e dubbi, di tristezza, di malinconia e gioia insieme. Un mucchio di cazzate. Eppure, leggendoti, non puoi fare a meno di ripensare a quanto non avessi capito proprio niente, a quanto avessi capito che quel niente era tutto ciò che c’era da capire. Una lettura per l’estate è il libro che più abbiamo amato e adesso chissà cosa ci vedremo. Magari ci farà schifo. È la storia nebulosa che non ricordiamo più. È quel noi in cui non ci riconosceremmo mai. Sono tutte quelle differenze e tutte quelle somiglianze. È il cercare di ricordarsi per sapere chi si è.

Leonardo Neri

UnknownL’estate romana è un momento di ossessione. Anche se sembra un tantino apocalittico descriverla così, chi vive nella capitale sa bene che caldo, traffico e disfunzione dei mezzi pubblici, ordinanze anti-alcol e roghi vari rendono la vita difficile. La cosa più semplice quindi è rivolgersi alla letteratura per trovare un po’ di refrigerio. Certo, la scelta dei libri da leggere rimane influenzata dal clima di assedio dei fattori esterni. E qui si torna alle ossessioni, quelle personali, al netto di vecchi autobus infuocati che risalgono colline di cemento rovente. Il caso Marta Russo, il primo processo mediatico contemporaneo in Italia. Vittorio Pezzuto ci ha scritto su un libro che riporta alla luce contraddizioni e perversioni del sistema: Marta Russo. Di sicuro c’è solo che è morta. Una sconvolgente inchiesta a vent’anni dall’omicidio, reperibile su Amazon. Altra ossessione estiva: l’istituto del matrimonio. Dopo discussioni serrate (e sterili), ho deciso di affidarmi al buon Russell: Matrimonio e morale (Longanesi, traduz. di Gianna Tornabuoni). Ossessione racconti e calura messicana con Pacheco: Il principio del piacere (Sur, traduz. di Raul Schenardi) è una raccolta di sette racconti che attraversano tutte le fasi della vita. Infine e coerentemente con l’inizio, l’ossessione per la serialità: dopo aver cominciato la saga di Rocco Schiavone di Antonio Manzini (Sellerio) con i racconti romani (Cinque indagini romane per Rocco Schiavone), sarò costretto a trasferirmi in Valle d’Aosta, al fresco.

Philip Ó Ceallaigh

UnknownSono impaludato negli anni Trenta, e sto finendo bestseller come il Mein Kampf di Hitler; l’avevo preso anni fa a Berlino da un libraio di testi in inglese. («Vuole un sacchetto?» «Cazzo, sì.») E non vedo l’ora, perversamente, di affrontare Da un castello all’altro di Céline. Un grande scrittore, dallo stile impeccabile. Ammiro i primi lavori di Céline e sono curioso riguardo a questo libro in cui descrive la sua ritirata dalla Francia al seguito dei nazisti, dopo che era diventato un collaborazionista antisemita. L’antidoto a questi svitati imbevuti di ideologia potrebbe essere Fra i boschi e l’acqua di Patrick Leigh-Fermor – il secondo volume di una trilogia che descrive il suo viaggio, più che altro a piedi, dall’Olanda a Costantinopoli. Sempre anni Trenta. Ma adoro i racconti sui cammini, e la freschezza sensoriale, gioiosa e giovanile della prosa di Leigh-Fermor ha dentro il soffio della vita.

Debora Omassi

Unknown-1Per quest’anno, non cambiare… diceva la canzone di Piero Focaccia, beh, io quest’anno ho deciso di farlo. Nell’ultimo articolo su Altri Animali parlavo di Tim O’Brien e dei suoi Mangiamerda (soldati USA in gergo militare), ora che anch’io lo sono diventata, anche se noi soldati dell’Esercito Italiano veniamo comunemente denominati cespugli (un tantino più fine, no?), vorrei svelarvi che cosa legge un soldato in addestramento. Nulla. Vi tiro per il culo, mai, e dico mai, sottovalutare le preziose ore di piantone, anche quelle di servizio notturno, quando la palpebra cala portandosi dietro la concentrazione. Quest’estate, dunque, nel mio comodino militare ho trovato posto per La fine dei vandalismi, Tom Drury (NNE, 2017) Imperdibile! ; Riposa, coniglio, John Updike (Einaudi, 2017) da leggere rigorosamente dopo aver divorato i tre volumi precedenti, è un ordine! I love Dick, Chris Kraus (Neri Pozza, 2017) per i più pigri anche in serie tv, e infine Frattura, James Lasdun (Bompiani, 2017), che mi ha attirata con la sua bellissima copertina.
Sarà un’estate lunga e faticosa, ma i libri, qui dentro, anche se è un comodino piccolo, scomodo, pure brutto, non smetteranno mai di esserci.

Michele Orti Manara

UnknownI libri che porterò in vacanza sono Hyperion di Simmons, Lettera d’amore allo yeti di Macioci e Colla di Welsh. Il primo perché non leggo molta fantascienza ma ogni tanto ne sento la mancanza, il secondo perché me ne ha parlato bene una persona di cui mi fido, il terzo perché io e Welsh non ci frequentiamo da qualche anno e sono curioso di vedere se andiamo ancora d’accordo. Poi, come sempre, porterò con me anche il dubbio: tre libri saranno troppi? O troppo pochi? Per fortuna, nel caso non bastassero, c’è il fido Kindle di scorta, colmo di non-ancora-letti.

Annapaola Paparo

Unknown-1Dove vivo, a Londra, l’estate dura solo una manciata di giorni, per cui bisogna affrettarsi con le letture estive. Infatti, il libro che suggerisco l’ho già letto e per caso, avendolo trovato in metropolitana, intonso e incustodito: Just Kids, di Patti Smith (Feltrinelli, 2010). L’antidiva del rock racconta il sentimento incredibile che la unì al fotografo Robert Mapplethorpe. Nella New York della Beat Generation, di Andy Warhol, della LSD e dell’amore fluido, Patti e Robert sono solo pischelletti, due divi appena abbozzati (lei scrive poesie, lui assembla collage), ma la genialità è già il motivo conduttore delle loro esistenze. Perfetto per chi crede nell’arte, nella magia, nel destino e nell’amore incondizionato.

Silvia Quaglierini

imagesLeggerò Storia del partito del progresso moderato nei limiti della legge di Jaroslav Hašek, trovato in ebook a pochi euro. L’autore, un ceco coetaneo di Kafka, noto principalmente per il divertentissimo libro sulle avventure del soldato Švejk durante la Grande Guerra racconta del suo partito, fondato per beffare ancora una volta società e istituzioni, che raccolse pressoché dieci voti alle elezioni del 1911. Hašek concludeva sempre così i suoi comizi: «come diceva Galileo Galilei, tra i fondatori storici del movimento del progresso moderato nei limiti della legge, “eppure, qua gira tutto”».

Liliana Rampello

JohnsonPosso dire di pochi libri che verranno certamente (ad oggi) con me in vacanza, perché quando parto cambio idea spesso, e mi aggiro come una pazza fra molti titoli, volendo divertirmi, ma anche studiare, leggere i saggi che non ho avuto tempo di leggere, rileggere i classici perché così sto al sicuro e poi la poesia, sempre trascurata. Insomma ecco qualcosa di sommamente dubbio, indicazioni che non giuro resteranno tali e sole. Eudora Welty, Una coltre di verde (Racconti edizioni 2017), Josephine Johnson, Ora che è novembre (Bompiani 2016), Joan Didion, Nel paese del Re pescatore, perché le voglio mettere nella mia traiettoria di scrittrici americane (da Flannery ‘O Connor a Carson McCullers, Gornick, Cather, Homes, Robinson, fino a Emma Cline, passando per Tyler, Munro e Strout…). Tutto questo per capire da dove diavolo esce Trump, niente di meglio della letteraura per capirlo. Poi torno all’amata Inghilterra ma con un solo titolo per ora, la Moll Flanders di Defoe, nella nuova traduzione di Antonio Bibbò, che sarà magnifica (Feltrinelli 2017). E alla Francia, con un Simenon a scatola chiusa, Il sorcio (Adelphi 2017). Tutto questo fra Carloforte e un po’ di Londra.

David Valentini

UnknownC’è chi d’estate sceglie romanzi spensierati, storie da ombrellone con nel titolo le parole estate, amore, mare (il mix perfetto? Un’amore estivo al mare; chissà se esiste questo titolo). Io, che sono una persona solare e mi lascio attrarre da copertine azzurre, verdi e bianche, scelgo Nicotina di Nell Zink (minimum fax 2017). Copertina a parte (che spettacolo il nuovo layout minimum fax), a colpirmi è stato l’annuncio su Facebook: «Un romanzo pieno di famiglie disfunzionali e amori sbagliati, una di quelle storie americane politicamente scorrette che piacciono tanto anche a chi passa i weekend sul divano a guardare una serie tv dopo l’altra».

Sara Vergari

Unknown-1Leggete Il trentesimo anno di Ingeborg Bachmann perché le raccolte di racconti sono decisamente sottovalutate. Brevi ed efficaci, sono adatti a chi sotto l’ombrellone non vuole smettere di dedicarsi alla buona letteratura. È la presa di coscienza di un Io senza nome che, arrivato all’età critica dei trenta, deve fare i conti con il proprio passato e inizia solo ora a prendere parte attiva alla vita. Qui le radici mitteleuropee della Bachmann si intrecciano con il calore mediterraneo di Roma, seconda patria della scrittrice. Ingeborg Bachmann, Il trentesimo anno, Adelphi, Milano, 1985

Isabella Zani

Unknown-2Tema: Cosa ti porterai dietro in vacanza da leggere e dove e perché.

Svolgimento: Siccome mi piace il mare e abito davanti a una porzioncina di mar Tirreno, non vado in vacanza. Questo esaurisce il secondo interrogativo della traccia.

Quanto al primo: dovendo leggere molta narrativa – e non sempre esaltante – per lavoro, da diverso tempo quando leggo per me leggo volumi di saggistica. All’inizio dell’estate ho divorato Sapiens. A Brief History of Humankind, di Yuval Noah Harari, HarperCollins, 2015 (tradotto dall’ebraico all’inglese dall’autore, è disponibile anche in italiano con il titolo Da animali a dèi, breve storia dell’umanità, Bompiani, traduzione di Giuseppe Bernardi). In meno di cinquecento pagine, il libro mantiene quel che promette, e cioè spiegare da dove veniamo, chi siamo e perché facciamo quel che facciamo noi esseri umani: se ogni nostro comportamento è una risposta evoluzionistica, in questo volume troverete le domande (un ottimo perché per leggerlo), esposte con stile vivace e spiritoso pur nel rigore delle argomentazioni. Subito dopo, per alleggerire: di Penny Junor, The Firm: The Troubled Life of the House of Windsor, Thomas Dunne Books, 2005. Non recentissimo, ma le teste coronate e le loro intricate vicende esistenziali non cesseranno mai di appassionare la mancata principessina che è in me. E infine, l’ho appena iniziato ma ne sono già stregata, Genius. The Life and Science of Richard Feynman, Vintage Books 1993: nella più scintillante tradizione della scrittura biografica anglosassone, disciplinata quanto alle fonti ma avvincente come quella romanzesca, vita e opere di uno tra i più grandi scienziati del Novecento, il nuovo fisico che spiegò ai nuovi fisici cosa cercare dopo la rivoluzione di Einstein e dopo la bomba atomica, e come trovarlo. Da leggere senza timori anche se al liceo avete passato le ore di fisica simulando malori, e i compiti in classe copiando… lo dico per esperienza. Buone vacanze.